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Reperti di archeologia
industriale: le fornaci di calcinazione
Testimonianza di modi di vivere e di produrre della comunit
osinese
Pietra, terra e legno sono
state da sempre utilizzate in campo edilizio e
architettonico: le pietre calcaree per ledificazione e per
la fabbricazione della calce, la terra argillosa per creare
le tegole e la legna per la produzione del carbone. I
materiali disponibili in loco, la semplice tecnologia unita
alla creativit e le conoscenze acquisite nei secoli, hanno
consentito agli artigiani di produrre e di soddisfare le
esigenze di intere comunit. Nascono cos i forni a calce, i
forni per le tegole e le carbonaie: testimonianze di
primitive attivit imprenditoriali.
Forno per la produzione della calce
La calce,
materiale antico, conosciuto sin dalla Preistoria (7000
a.C.) nell'antico Egitto e in Mesopotamia, si ottiene dalla
lavorazione della pietra calcarea in forni specifici.
La pietra
calcarea, costituente principale dellaltopiano del Taccu,
veniva lavorata da esperti artigiani - chiamati
is carcinargius - che producevano la calce con la
cottura della pietra di calcare in appositi forni chiamati
is forrus de sa carcina (i forni a calce) alla
temperatura di quasi mille gradi centigradi: per
lalimentazione delle fornaci usavano la legna di erica,
cisto, lentisco, fillirea, corbezzolo, leccio, ulivo e
fascine di legna varia presente nei Tacchi.
Is carcinargius, pur non avendo
le conoscenze scientifiche per capire la trasformazione
fisico-chimica che subiva la pietra calcarea sottoposta a
cottura, acquisirono unesperienza tale, che tramandarono
per generazioni, realizzando un mestiere nel quale nulla era
lasciato al caso.
La calce cos prodotta riusciva
soddisfare le esigenze di un villaggio intero. Veniva usata
, mescolata alla sabbia, come materiale per la costruzione
delle case; come intonaco , per limbiancatura dei locali(
date le sue caratteristiche disinfettanti) , cos come in
agricoltura .Era consuetudine conservare tale materiale in
una fossa scavata nel terreno in prossimit della propria
abitazione.
Alberto La Marmora, (militare-geologo
del regno di Piemonte dal 1820 al 1850) nei suoi itinerari
dellisola della Sardegna parla di questi paesi ogliastrini,
in particolare su Gairo scrive:
"Le rocce calcaree danno buona calcina e si cuociono in
venti fornaci con molto lucro vendendosi a reale e mezzo lo
starello ai comuni di Arzana, Villagrande, Elini, Ilbono,
Lanusei, Loceri".
Nel Taccu e nella valle
del rio Pardu
i forni della calce sono tra i pochi monumenti di
archeologia industriale, essendo tale produzione artigianale
una delle tappe fondamentali della cultura materiale delle
comunit agropastorali fino ai primi decenni del 1900.
In particolare,nel territorio
di Osini, si contano oggi 15 forni, ma si ritiene che in
passato essi fossero pi numerosi. Dai dati anagrafici, in
Osini si ha notizia di " carcinargius" ancora negli anni 60
del 1900.
La tipologia costruttiva dei
forni, dalla forma circolare e tronco-conica, ricorda
larchitettura del nuraghe, singolare monumento megalitico (XVII
sec. a.C.) caratterizzante il paesaggio sardo.
I forni pi grandi con i 5m. di
diametro alla base maggiore, per poi restringersi a 4m.
nella base minore, per unaltezza di m.6-7, documentano
notevoli capacit architettoniche pur nel contesto di tale
cultura arcaica.
Approfondimento:
I calcari sono rocce
sedimentarie costituite in larga prevalenza da carbonato di
calcio, sottoforma di calcite. La calce "viva" corrisponde
allossido CaO e si ottiene per effetto della loro
decomposizione termica, a temperature di circa 900/950, con
emissione di biossido di carbonio secondo la reazione: CaCO₃=CaO+CO₂.
La calce viva, successivamente
trattata con acqua d origine alla "spenta", cio
lidrossido Ca(OH)₂:
CaO + H₂O = Ca(OH)₂
Il prodotto finale una
"pasta" pronta per lutilizzo nel processo di edificazione.
Tratto da "I manuali
del recupero dei centri storici della Sardegna. Il manuale
tematico della pietra. A cura di Ulrico Sanna e Cirillo
Atzeni.
Nella cartina
sono indicate le aree di roccia calcarea della Sardegna e le
vestigia di alcuni antichi forni a calce.
ALTRI TIPI DI PIETRA CALCAREA
PRESENTE NEI TACCHI
In passato,fino ai primi dl
900, in edilizia, venivano utilizzate e commerciate "is
perdas mortas" le pietre tenere, leggere e porose,
facilmente lavorabili con il solo ausilio di ascia,
scalpello e seghetto . venivano adoperate per la costruzione
dei muri dei piani sopraelevati, in quanto dalla minore
resistenza meccanica rispetto ai calcari compatti e dal
minor peso.
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